Sam Peckimpack

Documentario di Umberto Berleghini e Michelangelo Dalto sul regista americano di culto della Hollywood indipendente


 

Sam Peckinpah non c’è più ma la popolarità delle sue opere gli sopravvive e alimenta ancora oggi nuove storie cinematografiche, basti pensare a quelle raccontate da Quentin Tarantino, John Woo, Michael Mann, Oliver Stone.
L’amicizia virile, la lealtà fino alla morte. A questa filosofia che sottende tutta la cinematografia di Sam Peckinpah, attinge e s’ispira il documentario che propone immagini di backstage, trailers, sequenze dei suoi film e testimonianze degli artisti che lo conobbero.
A sondare e a ripercorrere quella visione della vita che ha reso epici il western e altri generi classici hollywoodiani sono: James Coburn, premio Oscar per Affliction e indimenticato interprete di Giù la testa, I magnifici sette, Sciarada, Il nostro agente Flint, La grande fuga, oltre naturalmente a Pat Garrett e Billy Kid, La croce di ferro, Sierra Charriba, questi ultimi diretti da Peckinpah; Ali MacGraw, ossia Love Story e La ragazza di Tony che per Sam interpretò Getaway al fianco di Steve McQueen e il road movie Convoy;
Senta Berger, della quale ricordiamo Quiller Memorandum, Operazione S.Gennaro, Infanzia, vocazioni, prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano una delle poche attrici europee entrate nel ristrettissimo clan del regista americano con due film Sierra Charriba e La croce di ferro; David Warner, prima icona del Free Cinema inglese (Tom Jones, Morgan matto da legare ) quindi interprete dei recenti Titanic e Il pianeta delle scimmie e protagonista in La ballata di Cable Hogue, Cane di Paglia e La croce di ferro; R.G.Armstrong, uno dei più grandi caratteristi del cinema western e thriller degli ultimi quarant’anni (da Pelle di serpente a La banda di Jesse James, da Il paradiso può attendere a Dick Tracy) e che con Peckinpah ha lavorato in Sfida nell’Alta Sierra , Sierra Charriba, La ballata di Cable Hogue e Pat Garrett e Billy Kid; Susan George, resa celebre dall’omonimo personaggio interpretato in Twinky al fianco di Charles Bronson e straordinaria protagonista di Cane di paglia, Katy Haber, segretaria esecutiva e compagna del regista per tutti gli anni Settanta, una testimone importante e determinante per capire a fondo l’opera di Peckinpah; Martin Lewis, produttore dei due videoclips musicali diretti da Sam per Julian Lennon, testamento artistico del regista; Paul Seydor, editor del nuovo cinema di Hollywood e autore di un saggio sul cinema di Peckinpah e di un documentario (The wild bunch: an album in montage) sul suo capolavoro Il mucchio selvaggio, Michael Bliss che su “Bloody” Sam ha scritto pagine illuminanti (Justified lives: morality & narrative in the films of Sam Peckinpah); Gerard Camy, critico francese che seppe tener vivo oltr’alpe l’interesse e il ricordo di Sam; infine Fern Lea Peckinpah e Walter Peter, ossia la sorella e il cognato del regista.
E’ grazie proprio a questi testimoni che sarà possibile rivivere l’infanzia e le varie tappe di avvicinamento verso quello stile prima di vita e poi di cinema che hanno reso indelebile il “touch” di Sam in tutti coloro che lo hanno conosciuto e che hanno amato i suoi film.
Il ritratto che ne emerge è quello di un uomo molto simile agli eroi che tratteggiava con maestria attraverso le immagini , pregno di una passione sanguigna per la vita e votato a un’amicizia autentica e disinteressata, trasversale al tempo e alle convenzioni sociali.